CRESCERE BAMBINI AD ALTO CONTATTO

CRESCERE BAMBINI AD ALTO CONTATTO

Crescere i bambini ad alto contatto non significa viziarli, ma dare loro una risposta a dei bisogni biologici!

Fermi un attimo, un passo indietro!

Iniziamo ad immaginare come si sente un bambino appena atterrato su questo pianeta, tutto è nuovo per lui, tutto è diverso da come lo percepiva nell’utero materno. Il mondo intrauterino, era adatto a lui,alle sue esigenze per cui è necessario che l’inizio della vita avvenga senza traumi, in un ambiente totalmente protetto, in cui non ci sia frustrazione, ma solo armonia.

 

Di questo pieno appagamento rimane una memoria fisica, l’imprinting di uno stato di armonia a cui tendere nel corso della vita: una percezione di benessere garantita nell’incontro materno finalizzata a costruire le proprie capacità e la propria fiducia nelle relazioni successive.

Cosa avviene alla nascita?

Con la nascita c’è la separazione di mamma e bambino, la fine dello stato di fusione vissuto per nove mesi e avviene l’incontro reale: all’improvviso nulla è più facile automatico e garantito.

Il bambino deve cominciare a misurarsi con il mondo imparare a scegliere e a costruire le sue alleanze.

Inizia l’avventura e dalla sensazione di benessere passa ad una sensazione di disagio che lo spinge verso un strada ignota e sconosciuta: il calore del liquido amniotico, il contenimento dell’utero, la contrazione che spingendolo lo massaggia verso l’uscita si trasformano in caduta in assenza di confini rassicuranti che dovranno velocemente essere ripristinati.

Tipico dei neonati è il riflesso di aprire le braccia per cercare un riferimento in questo tuffo nel vuoto, è proprio questo il momento in cui cercherà istintivamente,  il ricongiungimento con la madre attraverso il seno!

LA PRIMA RICHIESTA DEL BAMBINO E LA PRIMA RISPOSTA DELLA MAMMA SONO DI TIPO AFFETTIVO

A giocare un ruolo fondamentale nella costruzione della relazione è anche la componente ormonale: l’adrenalina fetale, da un lato, rende l’aspetto del bambino indimenticabile agli occhi della madre, gli ormoni materni, dall’altro fanno sì che sopraggiunga nella madre l’istinto di accudimento.

 

Crescere bambini ad alto contatto, gettare basi sicure!

 

Se consideriamo che i bisogni primari del neonato sono CONTATTO, CONTENIMENTO, RELAZIONE E CIBO, possiamo facilmente dedurre che molto spesso il bambino piange soprattutto per il bisogno di soddisfare queste necessità.

Dopo nove mesi passati nel ventre materno, ha bisogno di ritrovare confini, di rivivere, le rassicuranti esperienze prenatali di dondolio e del battito del cuore materno.

È scientificamente provato che il distacco dalla madre altera l’intero asse ipotalamo-ipofisi e ciò porta a produrre alti livelli di ormoni dello stress.

L’assenza di stress è una base essenziale per la salute globale del bambino e di conseguenza della famiglia. Infatti, Il bambino con alti livelli di cortisolo ( ormone dello stress) diventa iper o ipo-reattivo,con difficoltà di autoregolazione e di relazione.

Lo stress cronico in questa prima fase,  determina reazioni inadeguate ai disagi nella vita adulta e relazioni future tendenzialmente insicure e sofferenti.

Nel  bambino appena nato, si creano delle connessioni neurologiche per la relazione con gli altri su una base emozionale di fiducia e apertura. Sperimentare un legame positivo con i propri genitori permette di crearsi un’idea positiva della realtà, iniziando il lento cammino verso la consapevolezza di sé e la strutturazione di relazioni serene e fiduciose.

 

Come favorire la creazione di una base sicura nel bambino e un attaccamento sicuro?

È fondamentale dopo il parto, favorire il contatto della madre con il bambino e successivamente tutte le cure prossimali, ovvero, tutti i comportamenti che assicurano vicinanza emotiva tra loro.

Si consiglia:

  1. allattamento al seno
  2. contatto continuo
  3. sonno condiviso
  4. pronta risposta ai segnali sia fisici che emotivi del neonato
  5. la pratica del massaggio neonatale
  6. momenti condivisi di lettura https://www.didatticaesorrisi.it/2017/09/22/leggimi-sempre/

Il neonato nasce affamato di contatto, la pelle ha fame di carezze ha bisogno di essere cullato massaggiato sostenuto e cullato questo è il vero nutrimento per chi si affaccia alla vita; la privazione del contatto e del contenimento procura delle ferite che impiegano anni per cicatrizzare o comunque lasciano il segno.

Attraverso il contatto il bambino acquisisce la percezione di sé, scopre di avere un corpo perché la madre lo tocca e ne percorre i confini e l’assenza di questa possibilità fa sì che,probabilmente, il piccolo diventerà un adulto che vive rifugiato nella mente, con difficoltà di percezione corporea.

Discorso ancora più valido nei casi di prematurità.

 

Un mondo di carezze, un oceano di sviluppo!

Infine è doveroso sapere che alla nascita il cucciolo d’uomo ha cervello fortemente immaturo ed è importate sapere che nel primo anno di vita succede il grosso dello sviluppo e la crescita che è direttamente influenzata dalla quantità e qualità degli stimoli ricevuti e sperimentati.

Gli stimoli sensoriali  e la loro qualità influenzano notevolmente lo sviluppo celebrale e cognitivo, già durante l’attesa https://www.didatticaesorrisi.it/2017/10/25/un-dialogo-damore-dura-nove-mesi/.

Infatti, sebbene il bambino disponga alla nascita di un sistema centrale e periferico funzionante attraverso l’esperienza sensoriale è guidato ad attivare determinate connessioni che gli consentiranno un meraviglioso percorso di crescita!

 

In Collaborazione con la Dott.ssa Angelini Federica

 

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