DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO- QUALE ITER SEGUIRE?

I disturbi specifici dell’apprendimento, mostrano degli indicatori di difficoltà in una abilità specifica inerente l’apprendimento, osservabili già a partire dalla scuola dell’infanzia.

E’ importante, a tal proposito, un dialogo continuo tra la famiglia e gli insegnanti affinché ci sia uno scambio delle osservazioni avvenute sia nel setting familiare sia nel setting scolastico.

QUALE ITER SEGUIRE? 1°TAPPA!

Quando le figure familiari e professionali coinvolte nella vita del bambino, notano dei segnali di possibile difficoltà, è importante intraprendere una valutazione diagnostica rivolgendosi ad un centro di Neuropsichiatria infantile

E’ un primo momento fondamentale in cui gli esperti hanno modo di valutare le effettive abilità del bambino e le difficoltà che esse coinvolgono, provando a comprenderne anche la natura.

Anche per la famiglia, oltre che per il bambino, è un momento delicato ma importante, che permette di escludere, in taluni casi, i pensieri comuni di non riuscita causata da scarso impegno e scarso desiderio di imparare, generanti frustrazione.

L’iter di valutazione diagnostica può essere svolto anche in tempi antecedenti a quelli burocraticamente stabiliti per la diagnosi, ovvero il termine della seconda classe primaria, per intraprendere in modo utile e precoce una prima prevenzione del disturbo.

QUALE ITER SEGUIRE? 2° TAPPA!

La valutazione è definita da una serie di test somministrati dalle figure di riferimento dell’Istituto di Neuropsichiatria infantile ed una prima anamnesi della storia personale del bambino, per riscontrare eventuali segnali o variabili associate.

Al termine di questo iter, dopo un confronto tra i professionisti, viene stilata e rilasciata una relazione che permette alla famiglia di poter prendere coscienza della difficoltà segnalata e attuare in accordo con la scuola specifici meccanismi di aiuto.

Qui prende vita la seconda tappa, prima di un’eventuale definitiva diagnosi, ovvero l’instaurazione di una rete di sostegno in cui:

  1. La famiglia mantenga uno stretto dialogo con i professionisti di riferimento e con la scuola, per comprendere al meglio come stimolare positivamente il bambino nella raggiungimento dei suoi obiettivi
  2. La scuola attua una personalizzazione dell’iter di apprendimento attraverso delle metodologie ad personam che rendano positivo e proficuo lo studio e la conoscenza delle materie
  3. I professionisti si predispongono ad un dialogo con famiglia per la graduale presa di coscienza e con la scuola per un confronto al fine di garantire la serenità del bambino.

Successivamente, il neuropsichiatra può stabilire una rivalutazione per l’eventuale diagnosi definitiva, non prima del termine della classe seconda primaria. 

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